Il Venezia cronaca pag 23
Politica. La Prefettura: «Non è detto che il percorso sia quello»
Marcia della Fiamma
i negozi: preoccupati
I Verdi presentano un dossier in Prefettura Puschiavo replica:mi hanno sempre assolto
Venezia
Fiamma Tricolore in corteo
Ancora tensioni in vista del corteo di Fiamma Tricolore, il 30 maggio, per la campagna elettorale di Piero Puschiavo, candidato alle Provinciali.
All’ indignazione delle Sinistre però, ora si aggiungono anche i timori dei commercianti:La preoccupazione è legittima quando c'è il rischio che manifestazioni politiche possano diventare pretesti per compiere atti di violenza - dice Roberto Magliocco dell'Ascom - vorremmo non ci fossero cortei nè di estrema destra nè di estrema sinistra, ma è la Prefettura che deve valutare. Il rischio infatti, in una città blindata, è che i turisti si allontanino. E i malumori dei negozianti, dopo il comizio della Lega, sabato scorso a Mestre, potrebbero trovare nuovo sfogo. Intanto il capogruppo dei verdi ha presentato alla Prefettura un dossier “sulle attività di propaganda e violenza razzista e antisemita di Piero Puschiavo”. Dopo l’indignata risposta della città - dice Beppe Caccia -Puschiavo fa l’agnellino e parla di manifestazione pacifica, ma in veneto la sigla della Fiamma Tricolore è la copertura partitica legale del veneto Fronte Skinhead, formazione neonazista, i cui esponenti sono stati più volte indagati e processati per decine di atti di violenza. Puschiavo replica: Sono stato sempre assolto, 18 anni di indagini e persecuzioni giudiziarie. Caccia dovrebbe informarsi prima di gridare “Al lupo al lupo”. Non sarà un'adunata come la si vuol far passare - conclude – che guardi piuttosto alle nostre attività politiche. Nel frattempo anche Medicina Democratica e AmbienteVenezia però chiedono di stoppare il corteo. E Luigi Pizzi, prefetto vicario risponde: Stiamo valutando. Sono decisioni delicate per le quali ci vuole equilibrio. Non è detto che il percorso sia quello. Ovvero che la sfilata si concluda in Ghetto: Bisogna tener conto di tutti i diritti in gioco, compreso quello all’attività di propaganda in campagna elettorale, sempre nei limiti della legalità – fa notare Pizzi - La manifestazione potrebbe essere vietata solo per gravi motivi di sicurezza e ordine pubblico: ma sarebbe una decisione grave.
Corriere del Veneto
Venezia 21/05/2009, Pagina 8
La manifestazione La polizia allerta 600 agenti per il 30 maggio, probabile il cambio di percorso
Aggressione a Sartori, 4 no global indagati Corteo della Fiamma, un dossier al Prefetto
VENEZIA – Quattro no global sono stati iscritti sul registro degli indagati per il pestaggio ai danni del candidato di Forza Nuova Sebastiano Sartori. La Procura contesta ai quattro, gli unici identificati dalla Digos sulla base delle testimonianze della vittima e di chi ha assistito (ma al pestaggio avrebbero partecipato una decina di ragazzi), il reato di lesioni, aggravato dal fatto di essere stati in molti contro uno solo. Il fascicolo è stato assegnato dal procuratore capo Vittorio Borraccetti al pm Lucia D’Alessandro, che probabilmente nei prossimi giorni delegherà la polizia giudiziaria per raccogliere ulteriori elementi sul fatto, avvenuto martedì scorso a Santa Margherita. Sartori, che corre per la presidenza della Provincia, era stato aggredito di fronte al bar Rosso, davanti agli occhi della fidanzata: gli aggressori l’hanno buttato per terra e colpito con calci e pu&s hy;gni, causandogli la frattura del gomito e di una mano, con un prognosi di una cinquantina di giorni. «È un fatto molto grave», aveva commentato il procuratore capo Borraccetti.
Anche questa aggressione ha contribuito ad alzare la tensione in città, in vista del corteo del 30 maggio della Fiamma tricolore. Che, dice, vuole smorzare i toni.
Marceranno in file compatte a gruppi di cinque, vestiti di nero e con piglio militare. Non escludono che qualcuno possa decidere di tendere il braccio destro verso l'alto, come è sempre capitato nelle manifestazioni della Fiamma Tricolore negli ultimi dieci anni a Verona, a Vicenza o a Treviso. Assicurano che saranno ordinati e disciplinati come si conviene al loro movimento. «Non veniamo a Venezia per fare la guerra – spiega il commissario provinciale della Fiamma Marco Pinardi – ma per fare un comizio. Politico. Ma visto che c'è stata questa reazione spropositata a qu esto punto verranno più delle 500 persone che avevamo previsto. Oltre ai nostri iscritti veneti verranno simpatizzanti dal resto del paese. Ma non c'è nulla da temere: nelle nostre manifestazioni non ci sono mai stati scontri a differenza di quelle organizzate dai centri sociali». Pinardi inoltre assicura che la Fiamma accetterà qualunque cambiamento di percorso imposto dalla Prefettura per motivi di ordine pubblico. Ma se è quasi certo che il corteo subirà un cambio di direzione dell'ultimo minuto su richiesta della Questura che ha già chiesto rinforzi a Padova e a Bologna e che ha allertato quasi 600 poliziotti per l'occasione, è altrettanto chiaro che a questo punto la manifestazione della Fiamma, regolarmente iscritta alle liste elettorali, avrà luogo come previsto, nonostante le richieste di annullamento da parte del Consiglio comunale, delle associazioni antifa sciste e degli attivisti dei centri sociali. «La Fiamma Tricolore è la copertura partitica di Veneto fronte skinhead – ribatte il capogruppo dei Verdi Beppe Caccia che ieri ha inviato alla Prefettura un dossier di 28 pagine sulle attività politiche del candidato della Fiamma Pietro Puschiavo – siamo di fronte a una formazione neonazista in procinto di marciare in una città dalla lunga tradizione antifascista e per di più nei pressi del Ghetto. E' una provocazione ». D'altro canto Puschiavo e i suoi iscritti non hanno pendenze con la giustizia. Anche se cinque anni fa il suo movimento è stato definito dal tribunale di Verona «di ispirazione totalitaria, nazista e fascista» i suoi esponenti sono stati completamente assolti perché «non si possono processare le intenzioni». «A questo punto forse era meglio non alimentare la contrapposizione dall'inizio anche perché non credo abbia senso impedire un c orteo – conclude il deputato del Pd Rodolfo Viola – ma sembra proprio una provocazione. Perché anche se creano liste per candidarsi deve essere chiaro che su certi concetti ormai disconosciuti da tutti i partiti non si può assolutamente derogare. Mi auguro che la Prefettura prenda tutte le misure del caso».
Il Gazzettino cronaca pag.3
LA MARCIA DELLA FIAMMA SU VENEZIA
La Prefettura frena sul percorso della manifestazione: «Non è detto che sia quello»
«Stiamo valutando. Sono decisioni delicate per le quali ci vuole calma ed equilibrio. Comunque non è detto che il percorso sia quello». Luigi Pizzi, prefetto vicario di Venezia, non dice una parola di più sulla manifestazione elettorale annunciata dalla Fiamma Tricolore per sabato 30, con conclusione vicino al Ghetto, cosa che ha fatto scoppiare polemiche e proteste. Lo stesso Consiglio Comunale, con un ordine del giorno approvato a maggioranza, ha chiesto al prefetto di non concedere l'autorizzazione per quella che gli organizzatori hanno chiamato una "marcia su Venezia". «Bisogna tener conto di tutti i diritti in gioco, compreso quello all'attività di propaganda in campagna elettorale, sempre nei limiti della legalità - ha fatto notare Pizzi - ricordando che la manifestazione potrebbe essere vietata solo per gravi motivi di sicurezza e ordine pubblico, ma sarebbe una decisione grave». Il capogruppo di Rifondazione Sebastiano Bonzio considera questa manifestazione una provocazione all’anima antifascista della città. «Venezia - ha detto Bonzio - non vuole essere costretta ad assistere ad una manifestazione di un movimento che si richiama espressamente ed impunemente al fascismo». Il capogruppo dei Verdi, Beppe Caccia, è andato oltre presentando e spedendo in giro un voluminoso dossier relativo al candidato della Fiamma Piero Puschiavo "Razzismo contro i migranti, propaganda antisemita e violenza: ecco chi sono i "pacifici manifestanti" del 30 maggio". Nel "malloppo" c’è la storia del Veneto fronte skinheads corredato da molte fotografie delle parate e delle manifestazioni svolte in varie città e soprattutto vengono riportati i disordini provocati da alcune delle loro manifestazioni. "A soli 39 anni, Piero Puschiavo è una leggenda, nera - scrive sul Corriere Marco Imarisio, nell’articolo allegato al dossier - imprenditore, padre di famiglia, nel 1985 fondò il Fronte, portò gli skinhead a Verona, decisamente in anticipo sui tempi rispetto a Milano o Roma. Forse non sembra, ma Puschiavo è uomo colto, probabilmente non sbaglia quando dice che i giovani estremisti d'oggi non leggono Evola e Maurras, nulla sanno del pensiero di Alain De Benoist. Ma il suo linguaggio è questo: "Sono tutti figli dell'America, dei suoi film corruttori e violenti, dell'ossequio continuo a Israele".
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Il corriere del Veneto VENEZIA 17/05/2009, Pagina 9 |
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La manifestazione |
Corriere del Veneto - VERONA -
CRONACAVERONA - data: 2009-02-01 - pag: 8
L'assemblea
Appello di Fiore alla Fiamma «Corriamo assieme alle europee»
VERONA — L'occasione per l'annuncio è stata, ieri, l'assemblea della Fiamma Tricolore all'hotel San Marco. Tra gli invitati anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, che nel suo intervento ha lanciato ai padroni di casa una proposta di alleanza, «un messaggio di cameratismo e amicizia» l'ha definito. «È ora di finirla – ha detto Fiore – di farci concorrenza: propongo di unirci per colmare il vuoto a destra del Pdl e a sinistra del Pd». Applausi dalla base, reazione un po' più freddina da parte dei vertici di Fiamma, con il consigliere comunale Andrea Miglioranzi sorpreso dalla mano tesa del partito di Fiore: «È una cosa da valutare, di sicuro non ne avevamo mai parlato prima». In tutti i casi un'ipotesi da non scartare a priori in vista di una possibile soglia di sbarramento del 4 per cento alle elezioni. Tralasciando le europee per guardare alle provinciali, è più probabile che Fiamma Tricolore corra a fianco della Lega più che di Forza Nuova. La conferma arriva proprio dallo stesso Miglioranzi, eletto a palazzo Barbieri tra le fila della Lista Tosi: «L'unica ipotesi, per il momento, resta quello di schierarci con
A Reggio Emilia e a Rozzano in provincia di Milano, sono stati inaugurati altri due nuovi ristoranti Roadhouse Grill, dopo quelli di Verona e Padova.
Con questa apertura la catena conferma il piano di espansione nel nord-est alla quale si aggiungerà presto l'inaugurazione di un terzo locale nei pressi del casello di Mira Dolo all'uscita A4 Milano-Venezia, in provincia di Venezia. Successive aperture sono previste anche Parma, Modena e nella poco distante Carpi.
La sostanziale questione di “occidentalizzare” tutte le nostre tradizioni, pure alimentari, trova conferma nella promozione di questi centri commerciali della ristorazione in sostituzione alle nostre tradizionali trattorie.
Ovviamente, questi colossi, hanno la possibilità oltre di “stipendiare” fiscalisti e commercialisti per la pesante burocrazia italiana, possono provvedere a grandi acquisti di materia prima naturalmente a “buon” prezzo, cosa che il “povero” oste, già sufficientemente “pressato” da una serie di direttive che vanno dalla 626 agli orari, agli scontrini battuti, ben difficilmente può competere.
Occorre anche ricordare che i nuovi ristoranti Roadhouse Grill fanno parte del gruppo Cremonini e che quest’ultima, come testimoniato da varie inchieste, è un'azienda distintasi nel corso degli anni per una serie di azioni illegali con sentenze di colpevolezza emesse in 1° grado circa il traffico di carne “non idonea al consumo alimentare”.
E’ giusto sapere che il Gruppo Cremonini fornisce la “propria” carne ad autogrill MOTO e a bar e ristoranti CHEF EXPRESS che si trovano negli aeroporti, stazioni ferroviarie e treni.
Fornisce poi la salumi IBISE', la carni INALCA, i supermercati MARR (diffusi soprattutto in Romagna e Marche) nonché fornitrice ufficiale della catena ipermondialista Mc'Donalds Italia.
Una serie di questioni, dalle quali starne alla larga e soprattutto mantenerle alla larga dai nostri figli.
Piero Puschiavo
L’Italia è un paese di moderati (così almeno ci vogliono far credere) e di conseguenza tutto deve essere moderato. In termini politici spesso il temine moderato viene utilizzato dagli schieramenti partitici come qualcosa di non ben definito. Sono moderato ma non voglio questa cosa. Sono moderato ma sono contro quest’altra.
Essere a favore o essere contrario però significa avere una posizione ben definita, chiara e quindi collocarsi ad una estremità. Favorevole o contrario. Questo almeno sulle questioni di fondo, quelle che non ammettono vie di mezzo e per le quali diventiamo tutti, volenti o nolenti, intolleranti.
La moderazione invece si pone sempre su una posizione ambigua: contrario ma anche un po’ favorevole e viceversa, senza esprimere una decisione limpida, inequivocabile.
La difficoltà per gli “estremisti” nel dialogare con i cosiddetti “moderati” risiede nel fatto che questi ultimi, erroneamente, confondono spesso l’intransigenza con l’estremismo, con l’ottusità, e ancor più scioccamente, con qualcosa di irriducibilmente violento.
La perdita del significato delle parole quindi condiziona non poco molte posizioni e scelte sia politiche sia elettorali. Sparare può essere in fondo perdonato se chi esplode il colpo si dimostra poi moderato. Ridurre il popolo in schiavitù ed affamarlo può tutto sommato essere tollerato purché ciò avvenga con moderazione. Prosciugare i risparmi dei cittadini può essere sopportabile se avviene secondo truffaldina moderazione…e via di seguito.
Chi però, come noi, cerca di mantenere una giusta intransigenza e posizioni quanto più nette e comprensibili possibile, viene tacciato come “estremista” e quindi tendenzialmente escluso dal cosiddetto consesso civile e dai tavoli di discussione “moderati”.
Le coalizioni si chiamano tali perché dovrebbero comprendere soggetti tra loro differenti per discutere ed individuare posizioni e linee di fondo comuni e condivise; altrimenti se tutti dicessero le stesse cose tanto varrebbe avere un unico soggetto politico. Ma a volte il problema è proprio la difficoltà di accettare la discussione perché potrebbe risultare rischiosa e smontare teoremi o dogmi fittizi e strumentali.
Nei primi anni ‘90 il Governo firmò la famosa Legge 205 per perseguire pesantemente chi, come il sottoscritto, parlava di lotta all’immigrazione. Il tono di molti scritti accusatori dell’epoca si potrebbero tranquillamente riscontrare oggi nelle parole del Ministro dell’Interno o di altri politici della maggioranza, ma siccome il pulpito del Ministro è istituzionale, e quindi ovviamente “moderato”, non può essere perseguito.
Non a caso l’ultimo “saluto romano” compiuto da un “estremista” in pubblico e sanzionato con 8 mesi di condanna è del sottoscritto a Milano nel marzo del 2006. C’est la vie.
Nella società di oggi, non rinnegare il proprio passato giovanile, ma anzi sentirlo vivo e andarne fiero indipendentemente dalle scelte politiche, deve essere motivo di “vergogna” e non può essere tollerato dalla dittatura della moderazione: unica strada di “redenzione” concessa è l’abiura. Gli esempi si sprecano…e si dimostrano particolarmente convenienti in termini politici.
Chi invece, come noi, prosegue sulla strada dell’Onore, dovrà sempre scontrarsi con l’ipocrisia dei “moderati” che hanno rinchiuso, a doppia mandata, gli scheletri nell’armadio, svenduto la memoria e rinnegato il passato.
Godiamoci quindi in tutta moderazione le truffe bancarie, i godibilissimi frutti dell’immigrazione, l’incremento della criminalità in gran parte d’importazione, l’aumento dell’instabilità sociale, della precarietà, della proletarizzazione, delle vecchie e nuove povertà!
Moderate gente, moderate…
Piero Puschiavo
Innanzi alla preoccupazione che sta investendo l’opinione pubblica sulla fine dei propri risparmi, sta passando quasi in sordina il gravissimo problema immigrazione. I recenti dati ISTAT confermano un aumento dell’immigrazione per l’anno 2007, pari al 16,8%. Si pensi che la sola comunità rumena è la più numerosa, aumentata in un anno dell’ 82,7%.
Un trend che, anziché contrastato con una seria regolamentazione, si accetta nel nome del buonismo più becero, anche attraverso spot pubblicitari promossi dal Governo della Romania e diffusi sulle principali reti nazionali con lo slogan "piacere di conoscerti", che ci invitano a conoscere il popolo diverso per rispettarlo, senza minimamente ricordare che il giusto comportamento dovrebbe essere l’esatto contrario; in quanto è l’ospite che si deve comportare come tale.
Ma siamo “italiani brava gente”.
Bisognerebbe chiedere ai nostri connazionali immigrati all’estero se furono accolti a suo tempo con sussidi, privilegi, e spot televisivi. Chiediamo a coloro che si sono fatti da se, la difficoltà di farsi rispettare, di guadagnarsi la stima attraverso grandi sacrifici, incassando umiliazioni e mortificazioni, ma mantenendo sempre un comportamento esemplare.
Tutte situazioni che oggi gli extracomunitari possono tranquillamente evitare e, con lo stato di diritto, possono tranquillamente protestare, anche violentemente, come i cinesi a Milano o i magrebini a Torino, possono pure prendere a calci i Carabinieri come a Padova, con i ringraziamenti dello Stato al Maresciallo di pattuglia, per aver mantenuto il “sangue freddo” e non essere intervenuto violentemente; altrimenti, diciamo noi, chissà dove lo avrebbero mandato. Situazioni assurde, ma in linea con gli altri paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Spagna. Intanto a fine mese avremo il dossier sull’immigrazione redatto dalla Caritas Migrantes e sicuramente i dati non saranno favorevoli a noi, poveri autoctoni.
Piero Puschiavo
Pare che i gravissimi problemi attuali legati al crollo finanziario e alla crisi economica, non siano importanti come ciò che è accaduto a Sofia in occasione della partita Bulgaria-Italia.
In questi giorni i titoli dei quotidiani si sprecano inneggiando allo scandalo per una cinquantina di tifosi italiani che hanno esibito “l’orrore” della croce celtica e il “gestaccio” del saluto romano.
Parole di condanna da tutto il mondo politico, con l’informazione sempre più faziosa a condire e ad alimentare le tesi del ritorno del Fascismo, l’ombra degli squadristi e quant’altro. Sicuramente anche le tesi di un ritorno al “regime”, così come denunciato qualche tempo fa dal settimanale Famiglia Cristiana.
Pare che l’allarme venga dal ricco e soddisfatto Nord-Est, dove l’immagine dei “bigotti” che lavorano e non studiano sfoci nell’esaltazione ideologica.
In un quotidiano si asserisce anche una ex appartenenza di qualche “ultrà” alla Fiamma Tricolore, facendo passare il Movimento Sociale come una fucina di teppisti da stadio.
E’ vergognoso! E’ sciocco! E’ Un’idiozia pura!
Un’immagine, che forse bastava solo ignorare, in quanto 50 ragazzi non possone essere l’espressione di una nazione, ma che con questo insensato baccano danno la possibilità a chiunque di ripetere quelle “gesta” per un giorno di visibilità mediatica. I fenomeni delle curve oramai sono un vero e proprio pretesto e spacciarlo come un “problema” politico significa solamente alimentarlo.
Non riesco ancora a dimenticare i “sbeffeggiamenti” delle TV arabe circa il problema rifiuti in Campania.
Non riesco a dimenticare l’immagine di “pistoleri” da Far-West o, più semplicemente, di “mafiosi”, avuta dall’Italia dopo il massacro di Duisburg in Germania.
Non riesco a dimenticare la considerazione della politica italiana riscossa in Europa dopo gli scandali Previti, Mastella e, non ultimo, in Abruzzo, con intere amministrazioni arrestate dalla Polizia.
Cose di poco conto anche le truffe ai risparmiatori dei Banksters in doppiopetto di fronte all’ombra inquietante di qualche decina di ragazzi dalle famigerate croci celtiche.
Anche questa è Italia.
Piero Puschiavo