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Chi sono

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Piero Puschiavo è nato il 31 luglio 1965.
Ha vissuto sino al 1992 a Sorio di Gambellara in provincia di Vicenza e a tutt’oggi risiede in provincia. Sposato e padre di due figli, è imprenditore dal 1993 e oggi opera nel settore ambientale.


La sua attività politica comincia nella metà degli anni ottanta, benché in forma extraparlamentare ma vicina all’allora Movimento Sociale Italiano,
con una forte campagna di sensibilizzazione del problema immigrazione.

Diversi gli articoli che lo interessano anche sulla cronaca locale e nazionale, in virtù di una forte ed incessante campagna non solo contro l’immigrazione ma contro la droga con le sue deviazioni derivanti e soprattutto contro il sistema bancario privato.
Forte oppositore della moneta unica, l’€uro, sin dalla sua nascita, tra i suoi scritti anche un volume intitolato “Dai Gangsters ai Banksters” che anticipava in tempi non sospetti tutte le truffe finanziarie che si sono susseguite nell’ultimo periodo in Italia.
Dal caso Fazio alla Cirio, Parmalat, Bagaglino, Unipol, ecc.
Dal 2004 è iscritto al Movimento Sociale Fiamma Tricolore e dal 2005 componente della Segreteria Nazionale in qualità di Responsabile della linea politica. Attualmente è anche Coordinatore Regionale del Veneto.








(cliccare sulle locandine per ingrandire)

Punti del Programma


SICUREZZA

Coadiuvare il monitoraggio del territorio mediante affidamento a guardie giurate al controllo del territorio attraverso un accordo l’amministrazione comunale. Lotta all’immigrazione incontrollata e clandestina, con più controlli sul territorio grazie a una riqualificazione dei ruoli tra le forze di polizia. Controlli serrati delle attività commerciali gestite da cittadini extracomunitari.
Sviluppare la proposta di "servizio sicurezza territoriale".

CASA

Diritto alla proprietà della casa con il progetto Mutuo Sociale, Abolizione dell’Ici per la prima casa. In poche parole, creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche...

FAMIGLIA

Tutela assoluta della Famiglia scongiurando la sua vera e propria deriva sotto la pressione di una minoranza omosessuale. No alle unioni civili. NO AI DICO!
Cambio del regolamento sul criterio di iscrizione agli Asili Nido.

COMMERCIO, ARTIGIANATO E INDUSTRIA

Flessibilità d’orario per i commercianti con apertura fino alle 22 durante i week end. Tutela dei piccoli commercianti contro i grandi centri commerciali e blocco delle licenze per questi ultimi. Promozione delle notti bianche in tutte le cittadine della Provincia per favorire gli acquisti. Salvaguardia degli antichi mestieri artigiani, attraverso l’istituzione di apposite scuole professionali. Salvataggio delle aziende locali con una cordata pubblica del comune (50%) e una parte privata ad azionariato popolare con preselezione ai dipendenti di nazionalità italiana. Promozione e scambio di know how con aziende estere. Sensibilizzazione delle aziende al coinvolgimento dei dipendenti alla vita delle imprese stesse.

ENERGIA E AMBIENTE

Chiusura di tutte le discariche e creazione di un termovalorizzatore (cogenerazione più teleriscaldamento). Sensibilizzazione alla bioedilizia con l’incentivo all’utilizzo dei pannelli solari.
Una campagna seria contro l'inquinamento deve incentivare gli automobilisti ad istallare impianti a gas (GPL o metano). Si eviterebbe, in tal guisa, l'obbligo dei d'acquistare un mezzo conforme alle normative Euro4; acquisto che, nella maggior parte delle volte, avviene tramite l'indebitamento con le banche.
È altresì necessario favorire l'utilizzo di carburanti alternativi come, per i possessori di autoveicoli alimentati a diesel, potrebbe essere l'olio di colza. Per ovviare alle sanzioni previste dalla legge occorre fare leva sulla Regione per promulgare leggi che sostituiscano quelle vigenti e tutelino la scelta ecologica e di risparmio. L'adeguamento dovrà essere anche volto all'eliminazione di tutte le caldaie a gasolio e la loro sostituzione con caldaie alimentate dai gas sopra citati.

VIABILITA' E MEZZI PUBBLICI

Realizzazione dell’anello attorno alla città di Vicenza per limitare il traffico dei mezzi pesanti all’Albera. Uso dei mezzi pubblici gratuiti ai disoccupati con cittadinanza italiana e ai pensionati. Uso a tariffa agevolata per tutti i cittadini nelle giornate in cui viene inibito l'uso dei propri mezzi di trasporto.

GIOVANI

Incentivi alla creazione di società dilettantistiche, potenziamento delle strutture sportive e promozione delle manifestazioni sportive e culturali nel territorio. Campagne di sensibilizzazione contro l’uso di droga e della cultura dello sballo.
Proposta del “salario minimo di inserimento sociale” contro la disoccupazione giovanile, in cambio di lavori socialmente utili prevenzione e cura della tossicodipendenza, catalogazione e conservazione dei beni culturali e artistici, rimboschimento e pulizia di aree verdi.

CULTURA

Il programma culturale della città pensiamo si debba realizzare su due principali linee guida.
La prima decisa di concerto con le altre forze che governano la città riguardanti il Nuovo Teatro e le Grandi Mostre, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità culturale del territorio. Come indicazione di carattere generale riteniamo valga privilegiare le tematiche riguardanti la tradizione culturale del nostro Paese e della nostra città: da Palladio, al Futurismo, all’Ottocento italiano, spesso da riscoprire.
La seconda dando la possibilità alle associazioni della città e della provincia di disporre di altri spazi per potersi esprimere. Va ripristinata la possibilità di effettuare concerti di gruppi musicali locali promossi dal Comune al Teatro Astra, dove potranno anche svolgersi incontri-dibattito su temi specifici e convegni. Per altre espressioni artistiche va rivalorizzata la chiesa di San Silvestro, con destinazione specifica a rassegne provenienti dal territorio.
Per convegni e incontri di più ampio respiro va data la possibilità di utilizzo più sistematico dell’Auditorium Canneti e della sala della Camera di Commercio.
Siamo convinti che così facendo, grazie alla sistematicità delle proposte e alla possibilità di utilizzo agevole di questi spazi situati in zona centrale, si riuscirà a ricoinvolgere anche un numero maggiore di giovani che aumenteranno così la sensibilità nei confronti delle problematiche sociali e civili della nostra città.

INOLTRE

Un risoluto impegno dal togliere dalle strade le prostitute, causa volontaria o involontaria di un indegno e immorale spettacolo.
Istituzione di programmi d'aiuto, lì dove possibile, per la normalizzazione e l'aiuto delle signore della notte.
Tagli dei finanziamenti e, se occorre, anche la chiusura di tutte le associazioni che usino i luoghi preposti per lo svolgimento delle loro attività come un porto franco per lo spaccio e il consumo di droghe.

Appuntamenti
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sabato, 28 febbraio 2009

AGENTE ZEROZEROFIAT: IL MIO NOME E’ “JUNK” BOND

Vicenza, 27 febbraio 2009

Qualche giorno fa le obbligazioni (bond) Fiat sono state classificate con un “rating” bassissimo cadendo nella categoria “Junk”; ovvero spazzatura. L’Amministratore delegato Sergio Marchionne, al fine di tranquillizzare i mercati, principale preoccupazione, ancor prima della produzione e dei dipendenti,è subito accorso a dichiarare <>. Forse Marchionne tralascia il fatto che, solo pochi mesi fa i dati della Fiat segnalavano un debito netto industriale salito a 3,278 miliardi. Ma probabilmente non vengono considerati, certi del fatto che in caso di necessità interviene lo Stato a salvare capra e cavoli con i soldi dei contribuenti. O forse gli agenti Fiat chissà quali operazioni finanziarie avranno adottato in questi mesi. Fatto sta che puntualmente il salvataggio dell’industria torinese spetta sempre alla Stato italiano che oramai l’ha strapagata, grazie agli ammortizzatori sociali, ben più del suo reale “valore”. Se la Fiat è in difficoltà, che i principali azionisti, famiglia Agnelli in primis, attraverso la Ifil, mettano mano al portafogli ed inizino a ricapitalizzare l'azienda. In caso contrario, se rimane lo Stato a dover sempre socializzare le perdite del Lingotto, che la classe politica mostri gli attributi e rivendichi, a favore del Ministero del Tesoro, un pacchetto azionario della società di pari importo alla somma esborsata.
Perchè ricordiamolo, ciò che è pubblico non è necessariamente sinonimo di inefficienza, dipende dalla gestione e da come viene amministrata un'azienda. E' ora di invertire la rotta! Basta con la solita truffa a danno dei cittadini che vedono da anni, per realtà come la Fiat, privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Intervenga sì lo Stato ma per socializzare la società torinese e dare giusta dignità ai lavoratori. Ora devono iniziare a pagare gli speculatori!

Piero Puschiavo

 

postato da: PieroPuschiavo alle ore 07:25 | link | commenti
categorie: comunicati stampa
venerdì, 20 febbraio 2009

GIORNATA DI TESSERAMENTO E BANCHETTO PROPAGANDISTICO

Giornata di tesseramento per la sezione di Vicenza a partire dalle ore 15,00 con un banchetto propagandistico nei pressi di Via Cavour (tra Corso Palladio e Piazza dei Signori) dove saranno distribuiti dei volantini sulla sicurezza. Dalle 18,30 appuntamento presso il Patsy Bar in via Divisione Julia per una "bicchierata in quartiere". Saranno presenti i dirigenti provinciali.

Tesseramento 2009 Vicenza

postato da: PieroPuschiavo alle ore 07:25 | link | commenti
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sabato, 14 febbraio 2009

GIORNATA DI TESSERAMENTO

La sezione di Bassano del Grappa ha organizzato per oggi sabato 14 febbraio una giornata dedicata al tesseramento che si sovlgerà a partire dalle ore 17:00 presso il Bar Roxy via Garande (strada San Zeno-Rossano). Nel pomeriggio bicchierata, spuncioni e aperitivo. Tutti i militanti sono invitati.

 

Tesseramento 2009 Bassano

postato da: PieroPuschiavo alle ore 07:21 | link | commenti
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venerdì, 06 febbraio 2009

GIORNATA DI TESSERAMENTO

La sezione del Basso Vicentino ha organizzato per domani sabato 7 febbraio una giornata dedicata al tesseramento che si sovlgerà a partire dalle ore 17:00 presso il Bar-Ristorante Winston Cafè a Sorio di Gambellara. Nel pomeriggio bicchierata, aperitivi e per finire cena conviviale. Tutti i militanti della Federazione di Vicenza sono invitati.

 

Tesseramento 2009 Basso Vicentino

postato da: PieroPuschiavo alle ore 22:33 | link | commenti
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mercoledì, 04 febbraio 2009

Puschiavo si candida leader della Fiamma

Il giornale di Vicenza
mercoledì 03 febbraio 2009 CRONACA Pagina 22

ESTREMA DESTRA. «Rilanciare e svecchiare la mentalità del partito»


Decisa la contrapposizione a Romagnoli euronorevole

Quanto spazio c’è a destra del Popolo della libertà? E per quante sigle concorrenziali c’è posto, adesso che la mussoliniana Azione sociale è diventata berlusconiana nel Pdl? E per quali altri leader oltre a Francesco Storace con la sua La Destra?
Nell’arcipelago “nero” il ruolo di battistrada tocca in questi giorni a un vicentino, Piero Puschiavo, già fondatore del Veneto fronte skinheads, dal 2005 trasferitosi in zona più moderata, coordinatore veneto della Fiamma tricolore e responsabile nazionale della linea politica, nel ruolo quindi di “controllore” degli altri capi-partito per conto della base militante.
In una riunione svoltasi a Verona, città in cui la Fiamma ha un consigliere comunale eletto con il sindaco leghista Flavio Tosi, Puschiavo ha proposto di «rilanciare e svecchiare la mentalità del partito per seguire con ponderato vaglio certe situazioni politiche che si stanno creando, ricavandoci degli spazi per poi saperli occupare con sano pragmatismo».
Traducendo: grandi manovre all’“estrema”, attenzione a tutto quello che si muove “al di là di Alleanza nazionale”, nuovi tentativi di aggregazione tra mini e micro-partiti legati alla figura di un leader (prim o possibile interlocutore Roberto Fiore di Forza nuova, ex-alleato di Alessandra Mussolini e subentrato a lei nel posto di euronorevole). E poi: un tentativo di ricambio generazionale nella sala comando della Fiamma, attualmente controllata da Luca Romagnoli, anche lui europarlamentare eletto nel 2004 grazie al sistema proporzionale benevolo con i partitini, ma ora sul punto di essere riformato.
La discesa in campo è stata annunciata ufficialmente, all’insegna dello svecchiamento dei metodi interni alla Fiamma.
La contesa Puschiavo-Romagnoli è destinata concludersi entro un paio di mesi, in tempo per decidere ! la collocazione nelle elezioni amministrative e europee di giugno.
Chi appoggia il quarantatreenne gambellarese ne apprezza il rigore e imputa al leader attuale attitudini manovriere e alleanze inusuali per l’estrema destra post-fascista (con la mini-Democrazia cristiana, ad esempio) pur di salvare il ruolo personale.
Deludente viene considerato, tra l’altro, il sèguito politico dell’esperienza delle scorse elezioni parlamentari, quando la Fiamma era stata alleata della Destra storaciana in appoggio a Daniela Santanché, candidata premier sfidante di Silvio Berlusconi (...ma nel frattempo tornata in zona Pdl) fermatasi al 2,4%.
postato da: PieroPuschiavo alle ore 07:04 | link | commenti (3)
categorie: articoli
martedì, 03 febbraio 2009

Piero Puschiavo candidato Segretario della Fiamma Tricolore

Il coordinatore del Veneto Piero Puschiavo ha annunciato la propria candidatura come Segretario Nazionale del Movimento Sociale Fiamma Tricolore durante un a affollatissima assemblea tenutasi sabato 31 gennaio scorso a Verona presso la sala congressi dell’Hotel San Marco. L’annuncio è stato accolto da un’ovazione del pubblico con un lungo applauso carico di entusiasmo da parte di giovani e meno giovani.
A “moderare” il dibattito il consigliere comunale di Verona Andrea Miglioranzi della segreteria regionale veneta. Presenti in sala numerosi ospiti venuti a Verona con il preciso intento di sostenere il nostro Puschiavo nella sua decisione nonché mostrando grande interesse per i nuovi sviluppi che interessano la Fiamma non solo come partito ma come sentimento di appartenenza. Tra questi: L’On. Antonio Serena, l’On. Roberto Fiore che ha proposto ufficialmente un’alleanza tra Forza Nuova e Fiamma Tricolore, il Sen. Paolo Danieli,con alcuni dei suoi più stretti dirigenti, i maggiori rappresentanti di Nuova Destra Sociale con un intervento di Nicola Buzzi, i rappresentanti di Valori e Futuro con Filippo Bruno di Tornaforte e con un gradito intervento di Mario Filippo. In gran numero l’onnipresente e inossidabile VFS con Giordano Caracino che al microfono ha specificato di chiudere con il tempo delle mezze misure, e ancora: Gigi Bellazzi autore di un vulcanico intervento, il nostro maestro Savino Frigiola, poi Palmarino Zoccatelli, Massimo Mariotti, Giovanni Perez, ecc… Presenti anche alcuni componenti dell’amministrazione comunale e di alcuni importanti enti pubblici nonchè hanno inviato un attestato di buon lavoro il Sindaco di Verona Flavio Tosi, il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Aldo Brancher, il segretario provinciale della Lega Nord veronese On. Matteo Bragantini e ancora Emanuele Filiberto di Savoia, i giornalisti Pietrangelo Buttafuoco e Fausto Biloslavo, il camerata Tommaso Staiti di Cuddia e il Principe Don Guglielmo Maria Lolli Ghetti di Ferentino (che doveva presiedere l'evento) fermato da un problema fisico ma che comunque, attraverso un documento, ha sottolineato il suo più totale sostegno a Piero Puschiavo. Attestati poi da Padania Cristiana e dal Presidente del Consiglio Comunale di Brindisi.
Intervento interessante del responsabile regionale di Gioventù Nazionale Gabriele Tasso. Brevi relazioni dei Dirigenti Nazionali Valerio Cignetti, Domenico Russo, Attilio Carelli, Raffaele De Matteis, e regionali come Casaluce per la Campania e Motta per il Trentino Alto Adige. Puschiavo ha poi chiuso l’assemblea con una sua relazione qui di seguito pubblicata integralmente anticipata dalla prima parte in cui annuncia ufficialmente la sua candidatura:

 

ASSEMBLEA: LA FIAMMA E IL SUO FUTURO

 

Verona 31 gennaio 2009

 

Relazione integrale di Piero Puschiavo

 Piero Puschiavo 2

 

Prima parte

La convocazione di questa assemblea ha il preciso scopo di tracciare un percorso che ridia finalmente uno sviluppo e una continuità ad un programma politico di Fiamma Tricolore fino ad ora sostanzialmente disatteso ed inapplicato dal 2005, data della sua stesura, quando ci eravamo prefissi di rilanciare l’identità del partito in senso movimentista e sociale. Certo il momento politico è particolare e delicato, il quadro internazionale in costante movimento, con prospettive potenzialmente pericolose, ma interessanti allo stesso tempo. L’epoca dei soggetti ideologizzati sembra tramontare mentre pare delinearsi l’ora per i grandi contenitori politici. È per questo che, unitamente alla presentazione di una mozione in sede congressuale, annuncio qui che lancerò la mia candidatura alla Segreteria nazionale del partito. Una candidatura che deve essere di sprono per il cambiamento, il rilancio e lo svecchiamento del partito.

È indispensabile per questo seguire con ponderato vaglio critico certe evoluzioni (quelle internazionali e quelle nazionali che spesso ne sono il riflesso), crearsi spazi di manovra e saperli occupare per la proposta e l’applicazione delle linee guida del nostro programma politico, ripeto, attualissimo, con sano pragmatismo e con gli strumenti adeguati ed attuali, ma il timone ben saldo alla metà. Ecco perché chiedo il vostro incondizionato sostegno.

Grazie!

Sala 2

 

Seconda parte:

Proprio l’ultimo Congresso celebrato a Fiuggi nel 2004 stabiliva appunto il rilancio della nostra azione politica attraverso una rifondazione che avrebbe dovuto permettere un rinnovamento dirigenziale per rilanciare e quindi riaffermare il Movimento Sociale Fiamma Tricolore.

Passaggi, questi, realizzati solo parzialmente e solo per un breve periodo, tant’è che la Fiamma s’è ritrovata, dopo una iniziale fase di slancio e innovazione, a registrare una palese regressione. Certo non è la prima volta che accade, non è l’unica e probabilmente non sarà l’ultima, ma è mia, nostra, volontà, invertire la rotta e tornare a marciare al passo che aveva cadenzato questa nostra esperienza fino a qualche tempo fa.

Le “nostre”’ idee forti, mai come oggi si potrebbero rivelare di attualità (penso al mondo del lavoro con la socializzazione e la partecipazione oppure alla sovranità monetaria con la proprietà popolare della moneta); mai come in questa contingenza socio-economica si stanno aprendo spazi importanti per le nostre ricette, a fronte di un Governo troppo sbilanciato sul liberismo e sul capitalismo più sfrenato, malgrado qualche interessante figura, alcune dichiarazioni d’intenti (vedi Tremonti) e qualche timida mossa in materia di politica economica (che comunque privilegia ancora i banchieri a scapito di famiglie e imprese) e politica estera (vedi intervento moderatore e di diplomazia equidistante durante il conflitto russo-georgiano o le prospettive di rilancio di una geopolitica mediterranea). Troppo poco e comunque, semplici sussulti. Lontanissima ancora la sconfitta del “mercatismo” e la riconquista di spazi di sovranità nazionale (seppur in ottica di una auspicabile Europa Federata). Non si può condurre questo tipo di battaglie o rivendicazioni senza partire dal recupero della sovranità: Politica – Economica - Militare

Politica: contro ogni ingerenza delle lobby finanziarie slegate dagli interessi nazionali e gestite da uomini sconosciuti dalla maggioranza dei cittadini senza essere stati eletti o scelti dal popolo.  Uomini questi che dettano le linee di Governo secondo interessi propri.

Bisogna recuperare la sovranità politica con la proposta di una Repubblica presidenziale che abbia poteri assoluti ma con la possibilità di controllo da parte degli organi competenti.

Economica: priorità assoluta al recupero della sovranità monetaria attuabile solo attraverso la proprietà popolare della moneta, secondo le teorie del compianto Professor Giacinto Auriti e del suo legittimo continuatore il qui presente Savino Frigiola, in cui lo Stato deve stampare le proprie banconote in nome e per conto della cittadinanza senza creare debito pubblico. Poiché chi detiene il potere di emettere e distribuire moneta manovra le leve dell’economia e non è assolutamente tollerabile che questa essenziale gestione sia affidata a Società private cola la banca d’Italia e la BCE.

Solo così potremmo rilanciare l’economia nazionale, azzerando i debiti (come in Russia, Venezuela, Argentina) e sostenendo le imprese.

Solo così potremo ripristinare lo Stato Sociale attraverso il lavoro come dovere ben retribuito e non come espediente per sbarcare il lunario.

Socializzazione delle imprese e carta nazionale del Lavoro sono punti fermi che non potremo mai rinunciare perché risolutori e vincenti

Solo con la sovranità monetaria potremo recuperare i settori nevralgici dello Stato come energia, comunicazioni, trasporti, e sostenere i settori  produttivi come l’industria manifatturiera e soprattutto alimentare.

Agricoltura e zootecnia non possono più subire le scellerate politiche di Bruxelles. Basta con le quote latte che oltre ad indebitare gli allevatori ha ingrassato i soliti funzionari. Basta con l’obbligo di acquistare le sementi importate da altri stati come l’America. Basta distruggere la nostra frutta e verdura per allinearsi alle politiche dell’Unione Europea importandone da altri paesi di qualità più scadente. Azzerare le filiere per un mercato più equo e sano.

Solo attraverso la sovranità monetaria potremo costruire le grandi opere pubbliche.

Militare:

Rivendicazione di un’Europa autarchica, forte ed indipendente conseguibile attraverso l’instaurazione di un esercito europeo slegato dalla NATO, organismo oramai desueto con la fine della “Guerra fredda” e tenuto in vita solamente a sostegno degli interessi statunitensi e per le loro guerre di conquista dai Balcani al Medio Oriente diretti al cuore dell’Europa in funzione anti-Russa.

E poi dobbiamo parlare di immigrazione, non solo clandestina ma incontrollata. Bisogna di far rispettare gli accordi stipulati con gli altri Stati, che si sono rivelati a tutt’oggi niente di più che elargizione di soldi a pioggia per la discutibilissima “ripa-razione” di torti storici oppure investimenti dal solo risvolto d’interesse economico. Altro che 50 euro. Esigere i danni subiti dai loro stati di provenienza. La Marina Militare Italiana deve smettere di andare in crociera nel Golfo Persico ma ma deve controllare il Mediterraneo. Vigilare maggiormente le coste e rispedire immediatamente indietro i barconi. Bisogna scoraggiare chi crede di raggiungere l’Italia trovando il paese dei balocchi.

Di criminalità senza “arram-picarsi sugli specchi” come per le ultime violenze, scaricando la colpa sulla “scarsa illuminazione” nelle strade buie. Parlare Giustizia che non funziona. Magistrature ancora troppo politicizzate. Castrazione chimica per i violentatori. Introduzione dei lavori forzati e pena di morte per chi abusa dei minori provocandone la morte.

Sicurezza Non possiamo più accettare che i nostri militari vengano mandati in giro per il mondo quando potrebbero meglio essere utilizzati per il controllo e la sicurezza del nostro suolo e per gli interessi della nostra Nazione.

Combattere la piaga della droga.

Riforma scolastica e non riforma finanziaria della scuola.

Proposte e programmi più o meno simili se ne riscontrano nella galassia politica della cosiddetta Destra Radicale, perché quasi sempre le buone intenzioni si sono scontrate con i problemi di natura personale, i disaccordi organizzativi e strategici, con la miopia e l’ottusità d’una “casa madre” sorda alle spinte della base e alle rinnovate esigenze che lo stare al passo coi tempi impone (che è ben altra cosa di sposare “lo spirito malato di questo tempo”).

Da qui incomprensioni, invidie, frammentazioni, discordie. La paura di perdere chissà quale titolo o carica imprescindibile, l’ossessione della vetrina e della visibilità si è dimostrata una vera e propria malattia cronica anche in un piccolo partito come il nostro; la meritocrazia è stata sopraffatta dal burocratismo immobilista, che distrugge, sfalda, spegne anziché infiammare e tenerci uniti per costruire. E così anche certi “duro purismi” (tutti da verificare) fuori luogo e fuori tempo massimo.

Noi, dobbiamo tornare a rappresentare la continuità ideale votata alla sintesi e alla costruzione, aspetti peculiari del Fascismo nel suo stretto senso originario, rispettando ruoli, capacità, meriti, rappresentatività e attitudini di tutti coloro che credono e si sono donati a questo progetto. Con umiltà, costanza e determinazione.

Come può una comunità come la nostra, che tanto ha pagato per le proprie idee, non trovare la consapevolezza che di questo passo l’estinzione è alle porte? Estinzione che cammina sulle gambe dell’individualismo, del menefreghismo, dell’atomizzazione disgregante e della sterilità! Abbiamo purtroppo vissuto ed assistito a più conflitti interni al nostro mondo che contro i nostri veri nemici. Una miriade di simboli, uomini guida non all’altezza e litigiosi, pronti a scendere a compromessi solo per interessi personali. Accettiamo tavoli di trattative con le più svariate formazioni politiche, anche a sinistra, anziché tra di noi.

Spesso hanno accusato il nostro ambiente di estremismo…e spesso a ragione! Quando non riusciamo a porre al centro gli interesse comuni, dei cittadini, del nostro popolo; quando siamo incapaci di veicolare e diffondere proposte serie e sostenibili, spesso invece comprese, accolte, sostenute e portate a realizzazione da altri soggetti politici.

Se nemmeno più la sinistra ha la capacità, anche in ambito elettorale, di rappresentare le istanze sociali e del mondo del lavoro perché ormai incapace di comprendere e dialogare con la gente, chi meglio di noi, per eredità e continuità ideale, può andare a catalizzare il malcontento e raccogliere il consenso del popolo?

Ci chiamano estremisti perché sanno che non potremo mai accettare il liberismo centrista. Quel liberismo sfrenato che ha portato prima i casi Parmalat Ciro Bagaglino, Banca popolare di Lodi, le cartolarizzazioni Trevi 1, 2, 3 e che  si presta volentieri al servizio di chi ha pilotato questa recessione economica figlia legittima di chi oggi bombarda impunemente un povero popolo che vive in una terra da secoli. Chi chiama terroristi i patrioti. Chi favorisce l’immigrazione incontrollata nel nostro paese. Chi, dalle televisioni, cattura la mente dei nostri ragazzi e li deforma in un branco di perfetti esemplari cresciuti in cattività. Chi storpia la nostra lingua e i suoi significati come la parola Destra.

Il concetto di Destra, divenuto oggi quasi una moda, una sciccheria, una etichetta virtuale da salotto, una contrapposizione di riflesso alla sinistra (senza capirne la distinzione), una emulazione della Destra americana, deve essere ricondotto nella sua categoria originaria naturale, sinonimo di una visione conservatrice, liberale, capitalista e clericale.

Quanto di più lontano dalla nostra visione del mondo e dai nostri valori! Come ribadì lo stesso Mussolini in più occasioni. E come testimonia lo stesso Fascismo che seppe essere la massima sintesi  “della destra e della sinistra” e non l’una o l’altra.

Quel fascismo che non fu solamente folclore ma una grande indicazione politica.

Sia chiaro: non siamo e non vogliamo fare i contestatori di professione abbaiando perennemente alla luna.

Quell’epiteto di estremisti non fa per noi. Noi siamo centrati sulle nostre idee e, forti di esse, siamo pronti ed aperti al dialogo, al confronto con qualunque altro soggetto politico. Serve un linguaggio comprensibile, l’unità, la continuità, un simbolo politico riconosciuto e riconoscibile. La Fiamma può ancora rappresentare un veicolo aggregante, fermo restando che urgono cambiamenti e trasformazioni, anche estetiche ma sopratutto organizzative e di mentalità!

Una Fiamma che per non spegnersi deve saper tornare ad essere autenticamente un Movimento Sociale, con una apertura maggiore e genuina verso chi vorrà sposare la nostra lotta e parteciparvi; e con una dirigenza più selezionata e rappresentativa di quella attuale.

Abbiamo bisogno di uomini seri, trasparenti, concreti e radicati sul territorio, forti della propria rappresentatività e non imposti da discutibili scelte della dirigenze nazionale, coi quali creare una forza coesa ed organica.

I nostri rappresentanti nelle amministrazioni locali, autentiche sentinelle e antenne del territorio, devono essere parte integrante nell’ambito dirigenziale del partito.

Il comitato Centrale deve tornare ad essere il parlamento rappresentativo del Partito, scelto con criteri meritocratici e convocato per promuovere le linee guida e non per battibecchi per le patacche.

Occorre investire in risorse umane ed economiche per crescere una gioventù che dovrà formare la nuova classe dirigente, attraverso la realizzazione della scuola di partito.

È ovvio che, per ragioni di rappresentatività, alle prossime elezioni europee dobbiamo dare uno sguardo ma senza illusioni  o esasperazioni. Sono assolutamente contrario alle soglie di sbarramento ma forse potrebbero servire per creare un progetto politico di medio-lungo termine.

Se la rappresentanza europea, quanto meno come obiettivo a breve termine, è importante, ritengo fondamentali anche le future competizioni amministrative, perché, lo ribadisco, sono gli amministratori locali i veri pilastri del partito, le radici sul territorio.

E da lì dobbiamo ripartire!

Quando ci si vede accerchiati, oramai prossimi al trapasso, quando ci si trova in una barricata come la nostra allora si potrà tornare il dialogo. E ci si deve accordare solamente però senza dimenticare il nostro grande punto di riferimento che è lo stato sociale oggi sempre più saccheggiato.

Bisogna però uscire dal ‘900 portando con noi quel bagaglio culturale che i vinti ci hanno consegnato con il loro grande sacrificio. Richiamo tutti ad una grande riflessione generale e forse anche una profonda autocritica, che ci permetta di mettere da parte i personalismi in funzione di una battaglia futura che non possiamo pensare, non dico vincere, ma nemmeno di combattere se disgregati.

Ad ognuno il suo ruolo, ad ognuno la propria funzione.

Ma serve un cambiamento!

Abbiamo lanciato un messaggio al Centro Destra ma, oltre a non essere stato raccolto, abbiamo dato ascolto alla nostra base che per la prima volta si è espressa ed è stata considerata. Ma nonostante questo, sono ancora troppi i malumori della base rimasti inascoltati e che hanno minato gli stimoli e lo slancio; inaccettabile la tendenza amorfa di far prevalere lo status quo piuttosto che investire nel futuro; castrante l’incapacità a livello dirigenziale di interagire con le altre forze politiche.

I giovani devono essere affascinati, conquistati e responsabilizzati, sbagliatissimo atrofizzarli nei loro slanci. Vanno guidati e non mortificati.

Non ho aderito alla Fiamma Tricolore per scalare poltrone e fare carriera. Ma nemmeno per fare “testimonianza”.

L’ho fatto perché nella Fiamma ho riconosciuto il partito che può realizzare l’elevazione etica e sociale degli italiani, il partito che può dare concretezza alle nostre idee di sempre. Per non delegare oltre la costruzione del nostro futuro. E per questo non posso accettare l’immobilismo, lo sfruttamento della buona fede e del lavoro altrui!

La Fiamma deve tornare ad essere non un partito tra la galassia ma il partito di tutti voli cari camerati.  Il Movimento Sociale di tutti gli italiani. Da questa città lancio la mia mozione congressuale che presenterò ufficialmente quando verrà decisa la data del 5° Congresso nazionale della Fiamma Tricolore nonché il 23° del Movimento Sociale Italiano.

Da Verona, luogo altamente simbolico per le nostre radici storiche e politiche, dovrà rinascere l’ora del riscatto. Alla Vittoria!

 

 

postato da: PieroPuschiavo alle ore 00:18 | link | commenti (2)
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lunedì, 02 febbraio 2009

PUSCHIAVO SI CANDIDA LEADER

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA

Domenica 01 Febbraio 2009 CRONACA Pagina 10


Fiamma Tricolore punta al rilancio della destra

«C’è da riempire un vuoto» Bellazzi: «Ribaltare tutto»

Il rilancio di Fiamma Tricolore parte da Verona. Ieri, nell’assemblea promossa dal consigliere comunale Andrea Miglioranzi, il coordinatore regionale del Veneto e responsabile nazionale della linea politica, Piero Puschiavo, ha lanciato la sua candidatura alla segreteria nazionale con l’idea di «rilanciare e svecchiare la mentalità del partito per seguire con ponderato vaglio certe situazioni politiche che si stanno creando ricavandoci degli spazi per poi saperli occupare con sano pragmatismo».
Miglioranzi ha poi chiesto allo stesso Puschiavo di «non programmare alleanze solo a fini elettorali ma su basi concrete di programmazione e di persone», mentre l’eurodeputato Roberto Fiore ha auspiscato una «alleanza tra Forza Nuova e Fiamma tricolore che possa nei prossimi mesi riempire il vuoto che si è creato a destra del Pdl, un vuoto delle periferie e della piccola borghesia soffocata dalle banche e di ideali in politica estera».
Una assemblea affollata e calorosa, pronta all’applauso ad ogni sottolineatura degli ideali della destra sociale, alla quale erano presenti rappresentanti di varie correnti, più o meno estreme. Da Forza Nuova agli ambienti giovanili della destra radicale, da Casapound ai consiglieri comunali e assessori di An e Lega.
Presenti infatti Paolo Paternoster, presidente Amia, Massimo Mariotti di Amt, l’assessore comunale Vittorio Di Dio, il vicepresidente del Consiglio Gianluca Fantoni, l’ex senatore Paolo Danieli e diversi consiglieri comunali e circoscrizionali, tra cui il presidente della quinta Fabio Venturi (Lega). Colorito l’intervento dell’avvocato Luigi Bellazzi, che ha invitato il «camerata Puschiavo a ribaltare la baracca della Fiamma tricolore».G.C.Miglioranzi_e_Puschiavo
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Corriere del Veneto - VERONA -
CRONACAVERONA - data: 2009-02-01 - pag: 8


L'assemblea

 

 

Appello di Fiore alla Fiamma «Corriamo assieme alle europee»

 

 

 

VERONA — L'occasione per l'annuncio è stata, ieri, l'assemblea della Fiamma Tricolore all'hotel San Marco. Tra gli invitati anche il segretario nazionale di Forza Nuova, Roberto Fiore, che nel suo intervento ha lanciato ai padroni di casa una proposta di alleanza, «un messaggio di cameratismo e amicizia» l'ha definito. «È ora di finirla – ha detto Fiore – di farci concorrenza: propongo di unirci per colmare il vuoto a destra del Pdl e a sinistra del Pd». Applausi dalla base, reazione un po' più freddina da parte dei vertici di Fiamma, con il consigliere comunale Andrea Miglioranzi sorpreso dalla mano tesa del partito di Fiore: «È una cosa da valutare, di sicuro non ne avevamo mai parlato prima». In tutti i casi un'ipotesi da non scartare a priori in vista di una possibile soglia di sbarramento del 4 per cento alle elezioni. Tralasciando le europee per guardare alle provinciali, è più probabile che Fiamma Tricolore corra a fianco della Lega più che di Forza Nuova. La conferma arriva proprio dallo stesso Miglioranzi, eletto a palazzo Barbieri tra le fila della Lista Tosi: «L'unica ipotesi, per il momento, resta quello di schierarci con la Lega e con Flavio Tosi. Entro tre settimane scioglieremo la riserva». Dal summit, poi, l'annuncio che Piero Puschiavo, coordinatore nazionale della Fiamma, si candiderà alla segreteria nazionale (ora in mano a Luca Romagnoli) «per svecchiare la mentalità del partito».

 

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