La situazione di Lampedusa, poi quella di Massa e i continui episodi di violenza gratuita in giro per lo Stivale pongono in evidenza la mancanza di risposte concrete, forti e decise di un Governo in grave difficoltà non tanto nel gestire, ma ancor prima nel controllare e cercare di limitare il sempre più preoccupante e crescente problema immigratorio.
Assistiamo quotidianamente ad episodi di criminalità comune di ogni sorta che vedono come responsabili immigrati (aggravio indesiderato al già pesante fardello della malavita nostrana, con tutte le ricadute negative in termini sociali ed economici); la crescita dei flussi extracomunitari non conosce sosta ed è, anzi, tendenzialmente in aumento (nonostante accordi “bilaterali” con
Inutile “arrampicarsi sugli specchi” scaricando la colpa sulla “sinistra provocatrice”, o sulla “scarsa illuminazione” nelle strade buie, per mascherare e trovare una giustificazione alla propria incapacità e alla inefficacia delle misure adottate, rivelatesi al momento più che inadeguate.
Il Governo deve trovare quanto prima la forza - e soprattutto la volontà - di far rispettare gli accordi stipulati con gli altri Stati, che si sono rivelati a tutt’oggi niente di più che elargizione di soldi a pioggia per la discutibilissima “riparazione” di torti storici oppure investimenti dal solo risvolto d’interesse economico per grandi imprese.
Gli italiani non possono più sopportare il carico delle irresponsabili e scellerate politiche buoniste e permissive del centrosinistra prima e quelle dettate dalle trovate propagandistiche ad uso elettorale del centrodestra poi!
Non possiamo più accettare che i nostri militari vengano mandati in giro per il mondo in virtù di un patto atlantico (NATO) che non ha più senso di esistere, quando potrebbero meglio essere utilizzati per il controllo e la sicurezza del nostro suolo e per gli interessi della nostra Nazione. Soprattutto quelli geopolitici, perché un’Italia davvero forte e presente nel Mare Nostrum non sarebbe più il ventre molle d’Europa per ogni tipo di immigrazione e malaffare, ma fungerebbe da interlocutore di riferimento e faro di sviluppo per quei Paesi oggi in sofferenza, scoraggiando le diaspore di disperati, opportunisti ed avventurieri.
Piero Puschiavo
Vicenza, 21 gennaio 2009
Nell'attuale appiattimento politico, privo di qualsiasi dibattito serio, occorre porre chiarezza sulla questione israelo-palestinese. Si continua scioccamente a paragonare i musulmani in preghiera in piazza Duomo a Milano con Hamas ed i patrioti palestinesi e, conseguentemente, a porre sullo stesso piano chiunque assuma le difese dei palestinesi a Gaza. Oltre a non trattarsi di una questione religiosa, occorre sottolineare che si tratta di un problema completamente diverso rispetto a ciò che sta accadendo in Palestina, ovvero: la questione dei 'sederi alti' a Milano rappresenta sempre e solo il problema dell'immigrazione, mentre a Gaza, la questione investe l'autodeterminazione di un popolo sotto embargo, senza rifornimenti bellici, massacrato alla luce del sole tra l'indifferenza generale. I tanto sbandierati diritti umani, ipocritamente decantatati dai buonisti e benpensanti di ogni schieramento politico, vengono tranquillamente violati da Israele che, come se non bastassse, si fa anche beffa delle risoluzioni dell'Onu, bombardandone pure le sedi. Tiepide come al solito le reazioni e questo fa capire ad un pensatore medio che l'impunità riservata ad Israele interessa gran parte delle democrazie occidentali che vanno dagli Usa ai loro vassalli dell'Unione europea. La Fiamma Tricolore vuole porre al centro dell'attenzione il ruolo di Israele nella politica internazionale, scansando a priori la questione immigrazione, furbamente strumentalizzata soprattutto a destra. Si faccia quindi molta attenzione nel definire le nostre posizioni nei confronti dei patrioti palestinesi (e non terroristi), paragonandole a quelle di chi vuol togliere i crocefissi nei luoghi pubblici e vuole costruire le moschee; ricordando inoltre di essere tra i pochi ad essere stati colpiti dalle leggi liberticide contro l'istigazione e la discriminazione razziale, denunciandone il problema sin dai primi anni 90. La Fiamma Tricolore, da sempre coerentemente schierata per 'autodeterminazione dei popoli, non accetta il paragone con i comunisti o con le cornacchie dei centri sociali occupati; oggi filopalestinesi, ieri a fianco dei 'liberatori' e a chi regalò lo Stato di israele nel 1948.
Piero Puschiavo

L'assemblea è aperta a tutti i nostri iscritti e simpatizzanti nonchè a tutte le aggregazioni politiche e culturali vicine alla nostra "area".
Piero Puschiavo

Vicenza, 6 gennaio 2009
Altro lutto tra i nostri gloriosi reduci. Antonio Guerin, combattente della Repubblica Sociale Italiana ci ha lasciati.
Antonio Guerin, insostituibile direttore del mensile Sentinella D'Italia, è stato tra i più arcigni difensori dello spirito fascista. Uomo di grande coerenza e impeccabile determinazione, non si è mai nascosto di fronte alle persecuzioni subite nell'immediato dopoguerra, in una terra, come quella Giuliana, difficile da vivere.
A Monfalcone, in provincia di Gorizia, scriveva i suoi dirompenti editoriali; acerrimo nemico del liberismo capitalista, nonché fervente anticlericale, non usava mezzi termini nell'accusare ogni nemico dello Stato Sociale. Stimato amico di Léon Degrelle, di cui conservava gelosamente una foto insieme a lui.
È grazie a un editore come Antonio Guerin, se tante opere di Degrelle sono state pubblicate nel nostro paese. Lui, coraggioso editore, ricordò il generale da vivo e da morto, dedicandogli articoli che hanno ispirato in tanti giovani un vero e proprio ‘mito’ di Léon Degrelle.
Tra i suoi scritti, "L'Ultima Raffica", un bel romanzo per i giovani dei nostri tempi, utile a comprendere il vero significato di valori come Onore e Fedeltà, testimoniati dalla sua esperienza di vita che lo vide arruolarsi a soli 16 anni nella GNR, attraverso lo scambio del documento di identità con un maggiorenne, al fine di poter andare a combattere nella zona del Lago di Garda orientale. Non amava raccontare la sua vita, il suo nostalgismo quasi non si notava ma, avuto modo di confrontarmi con lui sui più svariati argomenti di attualità, era possibile capire il suo amore per la Patria, servita con assoluta dedizione, pur non essendogli mai stata riconoscente.
La Repubblica Italiana infatti, nata dalla "resistenza", non ha mai avuto il coraggio e soprattutto l'onestà di riconoscere Uomini come Antonio Guerin che, sprezzanti della morte si batterono per l'Onore d'Italia. Ma molto probabilmente, conoscendo Antonio, proprio da questa "Repubblica", non avrebbe mai accettato nulla. Addio Camerata Antonio. Ci ritroveremo un giorno...
Piero Puschiavo
Vicenza, 6 gennaio 2009
La decisione dell’Amministrazione Comunale di Jesolo (VE), nell’accogliere
gli ottanta minorenni partiti a “nostre spese” da Lampedusa, evince ancora una
volta come il problema dell’immigrazione, pure clandestina, si continui ad
alimentare anziché risolvere.
Stanchi delle solite bugie da campagna elettorale, dove si prometteva il
“rimpatrio immediato”, la Fiamma Tricolore denuncia questo insopportabile clima
di tolleranza sfrenata sempre e comunque a danno della cittadinanza tradita dai
due maggiori schieramenti politici di riferimento, dimostratisi sempre più
simili tra loro.
A Jesolo , nello specifico, fanno a gara, con il benestare di Rifondazione
Comunista, per istituire addirittura un comitato di accoglienza. Oramai è
provato che il tanto sbandierato “voto utile” è servito solamente a rafforzare
un Governo che, senza opposizione efficace, utilizza le risorse pubbliche a
scopi totalmente diversi e lontani dai reali bisogni dei cittadini italiani. La
Fiamma Tricolore, non potendo più tollerare simili arroganze, cercherà in tutti
i modi di fermare questa continua invasione “legale”, in nome dell’identità
nazionale e dell'interesse di tutti i cittadini, oramai sopraffatti dalle orde
extracomunitarie che infestano il territorio.
Piero Puschiavo
Vicenza, 31 dicembre 2008
I bombardamenti israeliani di questi giorni che hanno provocato centinaia di vittime nella striscia di Gaza (probabilmente la zona più densamente abitata sulla Terra), hanno mostrato al mondo intero il vero volto della cosiddetta "unica democrazia" dell'area mediorientale.
Di fronte ai cadaveri straziati, agli obitori che traboccano di salme, agli ospedali dove non si sa più dove mettere e come curare i tantissimi feriti, alle condizioni disumane di vita in cui è stato costretto il popolo palestinese, suscita grande vergogna il silenzio o la sistematica deformazione della realtà della grande stampa e delle cancellerie del mondo occidentale, evidentemente ben istruite dalla propaganda mediatica israeliana (come s'era premurosamente raccomandata la sempre sorridente Ministro degli Esteri Tzipi Livni) a giustificazione dell'operazione "Piombo Fuso" (preparata militarmente e politicamente con largo di anticipo, alla faccia della "violazione del cessate il fuoco di Hamas") accolta come sempre in maniera allineata e acritica e quindi secondo l'unica verità fornita dal governo sionista (avete notizia di interviste e dichiarazioni dirette di interlocutori palestinesi, magari di Hamas?).
Ormai è evidente che in Occidente ci siamo piegati ad accettare come lecite anche le pratiche più incivili.
Questo è possibile solo quando si è ossequiosamente recepita la volontà del governo israeliano di disumanizzare l'avversario per farlo percepire come una bestia, un terrorista, uno che non ha diritto di parola, di libertà e di vita.
L'obbiettivo, oggi, è il rovesciamento di Hamas ossia il partito di governo votato a maggioranza dai palestinesi, durante regolari elezioni certificate da organi internazionali. Da quando è avvenuto questo il governo di Israele si rifiuta di riconoscere come legittima l'autorità pubblica di Hamas e i palestinesi cercano di sopravvivere in "campi profughi" coi valichi sbarrati, da cui passa poco cibo e pochissimi mezzi di sussistenza, cronicamente alle prese con fame, denutrizione, mancanza di energia, carburanti, acqua potabile e medicinali.
Per l'opinione pubblica, ammaestrata a dovere, se lo meritano! Nonostante siano un popolo sotto occupazione vengono definiti dei pazzi terroristi che "osano" minacciare una delle prime 5 potenze militari al mondo (con tutto il corollario di dotazioni tecnologicamente avanzatissime e tanto di sistema satellitare) anche se con deboli e imprecisi, razzi Qassam!
In otto anni i razzi Quassam hanno ucciso una decina di israeliani, mentre nello stesso periodo Israele ha ammazzato circa 6000 palestinesi, giusto per far capire le proporzioni dello squilibrio militare.
Disarmato, indebolito, spiato, ingabbiato, stremato, buona parte del popolo palestinese appoggia ancora Hamas!
Demonizzare ed etichettare con l'epiteto di "terrorista" chi lotta per difendere la propria terra a cosa serve? Ma soprattutto a chi giova?
Fino a quando i palestinesi saranno visti come poco più che un problema puramente umanitario, come degli straccioni senza identità politica e quindi senza la possibilità di alcuna rivendicazione politica?
Come una "catastrofe umanitaria" buona solo per l'uso politico delle fame?
Quanto stride questa realtà con le ragioni profonde di un popolo che non può più disporre della propria terra?
Tutti i grandi massacri avvengono con la complicità di molti e il silenzio di quasi tutti...
Piero Puschiavo