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Chi sono

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Piero Puschiavo è nato il 31 luglio 1965.
Ha vissuto sino al 1992 a Sorio di Gambellara in provincia di Vicenza e a tutt’oggi risiede in provincia. Sposato e padre di due figli, è imprenditore dal 1993 e oggi opera nel settore ambientale.


La sua attività politica comincia nella metà degli anni ottanta, benché in forma extraparlamentare ma vicina all’allora Movimento Sociale Italiano,
con una forte campagna di sensibilizzazione del problema immigrazione.

Diversi gli articoli che lo interessano anche sulla cronaca locale e nazionale, in virtù di una forte ed incessante campagna non solo contro l’immigrazione ma contro la droga con le sue deviazioni derivanti e soprattutto contro il sistema bancario privato.
Forte oppositore della moneta unica, l’€uro, sin dalla sua nascita, tra i suoi scritti anche un volume intitolato “Dai Gangsters ai Banksters” che anticipava in tempi non sospetti tutte le truffe finanziarie che si sono susseguite nell’ultimo periodo in Italia.
Dal caso Fazio alla Cirio, Parmalat, Bagaglino, Unipol, ecc.
Dal 2004 è iscritto al Movimento Sociale Fiamma Tricolore e dal 2005 componente della Segreteria Nazionale in qualità di Responsabile della linea politica. Attualmente è anche Coordinatore Regionale del Veneto.








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Punti del Programma


SICUREZZA

Coadiuvare il monitoraggio del territorio mediante affidamento a guardie giurate al controllo del territorio attraverso un accordo l’amministrazione comunale. Lotta all’immigrazione incontrollata e clandestina, con più controlli sul territorio grazie a una riqualificazione dei ruoli tra le forze di polizia. Controlli serrati delle attività commerciali gestite da cittadini extracomunitari.
Sviluppare la proposta di "servizio sicurezza territoriale".

CASA

Diritto alla proprietà della casa con il progetto Mutuo Sociale, Abolizione dell’Ici per la prima casa. In poche parole, creare un ente regionale che costruisca case e quartieri a misura d'uomo con soldi pubblici e che venda a prezzo di costo queste case a famiglie non proprietarie con la formula del mutuo sociale: ovvero una rata di mutuo senza interesse, una rata che non superi 1/5 delle entrate della famiglia, una rata che viene bloccata in caso di disoccupazione, una rata che non passa attraverso le banche...

FAMIGLIA

Tutela assoluta della Famiglia scongiurando la sua vera e propria deriva sotto la pressione di una minoranza omosessuale. No alle unioni civili. NO AI DICO!
Cambio del regolamento sul criterio di iscrizione agli Asili Nido.

COMMERCIO, ARTIGIANATO E INDUSTRIA

Flessibilità d’orario per i commercianti con apertura fino alle 22 durante i week end. Tutela dei piccoli commercianti contro i grandi centri commerciali e blocco delle licenze per questi ultimi. Promozione delle notti bianche in tutte le cittadine della Provincia per favorire gli acquisti. Salvaguardia degli antichi mestieri artigiani, attraverso l’istituzione di apposite scuole professionali. Salvataggio delle aziende locali con una cordata pubblica del comune (50%) e una parte privata ad azionariato popolare con preselezione ai dipendenti di nazionalità italiana. Promozione e scambio di know how con aziende estere. Sensibilizzazione delle aziende al coinvolgimento dei dipendenti alla vita delle imprese stesse.

ENERGIA E AMBIENTE

Chiusura di tutte le discariche e creazione di un termovalorizzatore (cogenerazione più teleriscaldamento). Sensibilizzazione alla bioedilizia con l’incentivo all’utilizzo dei pannelli solari.
Una campagna seria contro l'inquinamento deve incentivare gli automobilisti ad istallare impianti a gas (GPL o metano). Si eviterebbe, in tal guisa, l'obbligo dei d'acquistare un mezzo conforme alle normative Euro4; acquisto che, nella maggior parte delle volte, avviene tramite l'indebitamento con le banche.
È altresì necessario favorire l'utilizzo di carburanti alternativi come, per i possessori di autoveicoli alimentati a diesel, potrebbe essere l'olio di colza. Per ovviare alle sanzioni previste dalla legge occorre fare leva sulla Regione per promulgare leggi che sostituiscano quelle vigenti e tutelino la scelta ecologica e di risparmio. L'adeguamento dovrà essere anche volto all'eliminazione di tutte le caldaie a gasolio e la loro sostituzione con caldaie alimentate dai gas sopra citati.

VIABILITA' E MEZZI PUBBLICI

Realizzazione dell’anello attorno alla città di Vicenza per limitare il traffico dei mezzi pesanti all’Albera. Uso dei mezzi pubblici gratuiti ai disoccupati con cittadinanza italiana e ai pensionati. Uso a tariffa agevolata per tutti i cittadini nelle giornate in cui viene inibito l'uso dei propri mezzi di trasporto.

GIOVANI

Incentivi alla creazione di società dilettantistiche, potenziamento delle strutture sportive e promozione delle manifestazioni sportive e culturali nel territorio. Campagne di sensibilizzazione contro l’uso di droga e della cultura dello sballo.
Proposta del “salario minimo di inserimento sociale” contro la disoccupazione giovanile, in cambio di lavori socialmente utili prevenzione e cura della tossicodipendenza, catalogazione e conservazione dei beni culturali e artistici, rimboschimento e pulizia di aree verdi.

CULTURA

Il programma culturale della città pensiamo si debba realizzare su due principali linee guida.
La prima decisa di concerto con le altre forze che governano la città riguardanti il Nuovo Teatro e le Grandi Mostre, in modo da aumentare la visibilità e la credibilità culturale del territorio. Come indicazione di carattere generale riteniamo valga privilegiare le tematiche riguardanti la tradizione culturale del nostro Paese e della nostra città: da Palladio, al Futurismo, all’Ottocento italiano, spesso da riscoprire.
La seconda dando la possibilità alle associazioni della città e della provincia di disporre di altri spazi per potersi esprimere. Va ripristinata la possibilità di effettuare concerti di gruppi musicali locali promossi dal Comune al Teatro Astra, dove potranno anche svolgersi incontri-dibattito su temi specifici e convegni. Per altre espressioni artistiche va rivalorizzata la chiesa di San Silvestro, con destinazione specifica a rassegne provenienti dal territorio.
Per convegni e incontri di più ampio respiro va data la possibilità di utilizzo più sistematico dell’Auditorium Canneti e della sala della Camera di Commercio.
Siamo convinti che così facendo, grazie alla sistematicità delle proposte e alla possibilità di utilizzo agevole di questi spazi situati in zona centrale, si riuscirà a ricoinvolgere anche un numero maggiore di giovani che aumenteranno così la sensibilità nei confronti delle problematiche sociali e civili della nostra città.

INOLTRE

Un risoluto impegno dal togliere dalle strade le prostitute, causa volontaria o involontaria di un indegno e immorale spettacolo.
Istituzione di programmi d'aiuto, lì dove possibile, per la normalizzazione e l'aiuto delle signore della notte.
Tagli dei finanziamenti e, se occorre, anche la chiusura di tutte le associazioni che usino i luoghi preposti per lo svolgimento delle loro attività come un porto franco per lo spaccio e il consumo di droghe.

Appuntamenti
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martedì, 29 luglio 2008

SORU L’EDITORE

In barba ai problemi della Sardegna, il Governatore Renato Soru, sembra stia preparando la sua “buona uscita” in quanto, evidentemente, sente sempre più traballare la sua posizione amministrativa in vista delle prossime elezioni regionali.

Ciò che invece non traballa,  sono i suoi “affari di famiglia”, unico centro dei suoi interessi e sforzi. Unitamente al fratello Emanuele infatti, attraverso l’immobiliare Monteverdi, il governatore della Sardegna sta realizzando un insediamento alberghiero, grazie a circa 95 ettari di terreno a disposizione sulla marina di Arbus, nell’jglesiente, dove, per scansare le leggi sull’edilizia costiera, stanno operando, guarda caso, su di una ristrutturazione di una vecchia colonia di minatori.

L’avido governatore inoltre, in sordina, ha recentemente messo le mani sul quotidiano L’Unità; un’operazione da circa 16 milioni di €uro che si può evincere dall’atto di cessione, firmato il 5 giugno 2008, davanti al Notaio Roberto Vacca di Cagliari.

Liquidato i soci che fanno riferimento a Maria Lina Marcucci con circa 7,5 milioni di euro più altri 5 ai soci di minoranza della Soped di Bologna, società che controlla varie cooperative liguri, toscane ed emiliane, più altri 3 milioni e 600 mila euro per ricapitalizzare il quotidiano, Reato Soru si prepara alla corsa alla regione del 2009, con un organo fondamentale per la propria campagna elettorale.

Se l’operazione è di per sé consistente per i comuni mortali, non lo è certo per Soru.

A parte il casale di San Luri e le ville di Cagliari e Villasimius, detiene ancora un capitale del 25% dell’ Internet Provider Tiscali; in soldoni, circa 250 milioni di euro.

E, mentre pescatori, operai e agricoltori sardi boccheggiano non a causa del caldo estivo, ma per la perdurate messa all’asta delle proprie aziende, l’affossamento del mercato ittico e la delocalizzazione industriale, il Governatore Soru guarda con deciso interesse l’importante settore dell’editoria. E non certo per soddisfare i gusti del gossip estivo…

 

Piero Puschiavo

Segreteria Nazionale

postato da: PieroPuschiavo alle ore 08:44 | link | commenti (2)
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venerdì, 25 luglio 2008

L’ENNESIMO MOSTRO

fiammatricoloreMOVIMENTO SOCIALE FIAMMA TRICOLORE

COORDINAMENTO REGIONALE DEL VENETO

COMUNICATO STAMPA

 

L’ENNESIMO MOSTRO

Vicenza, 25 luglio 2008

Come di consueto, quando si parla di “crimini di guerra”, le reazioni del mondo politico internazionale sono spesso concordanti, soprattutto se si tratta di fenomeni contrastanti all’imposizione della “democrazia universale” alla quale tutto viene concesso o mascherato.

E anche in questo caso si è gridato “giustizia” unanime dopo l’arresto di  Radovan Karadzic, senza che nessuno abbia ritenuto opportuno sostenere che, l’ex leader serbo, è stato uno dei maggiori difensori della propria sovranità politica e di conseguenza del proprio popolo.

La Fiamma Tricolore che da sempre rivendica la sovranità dei popoli, condanna la campagna diffamatoria, contro Radovan Karadzic che attraverso l’accusa del “criminale di guerra” lo rende un mostro agli occhi del mondo.

Nessuno però ricorda il genocidio etnico subito dalla popolazione serba in Kossovo (oggi indipendente) e degli annessi crimini dell’UCK, nonché i bombardamenti statunitensi della forze NATO in territorio serbo, tutt’altro che chirurgici visto che tra gli obiettivi colpiti ci fu pure l’ospedale di Belgrado dove venne distrutto pure il reparto maternità, testimoniato anche in un agghiacciate video di Padre Benjamin, mai trasmesso dai media italiani, perché boicottato da “direttori” come Maurizio Costanzo e Lucia Annunziata.

Attendiamo quindi il processo presso il Tribunale dell’Aja, e anche se con forti dubbi auspichiamo sulla sua imparzialità come richiesto pure dal Governo russo.

 

Piero Puschiavo

Coordinatore Regionale del Veneto

Fiamma Tricolore

postato da: PieroPuschiavo alle ore 08:38 | link | commenti (1)
categorie: comunicati stampa
venerdì, 11 luglio 2008

PAOLO FRANCO: DICHIARAZIONI INSENSATE

 

A seguito della manifestazione girotondina di pazza Navona a Roma dove la cosa più sensata è stendere un velo pietoso, fanno eco le sommarie dichiarazioni del Sen. Paolo Franco che si è espresso dicendo: <<  Di Pietro è come Mussolini e l'Italia dei Valori come il fascismo: causavano i disordini per giustificare le loro sordide azioni e la violenza di strada>>.

 

Forse Paolo Franco ha ingoiato la storia, così come gli è stata raccontata a scuola, dimenticando che, gran parte del paese, quindi anche del Nord è stato costruito dal fascismo di Mussolini grazie ad azioni tutt’altro che sordide.

Accomunare Di Pietro a Mussolini è qualcosa di riluttante!

Invito quindi, il Sen. Paolo Franco, a chiamare Di Pietro e compagnia cantante con il loro nome “progressisti” “giacobini” “comunisti” ecc.. lasciando stare uomini e periodi storici che sono stati esempio di onestà e di amore per la propria terra, sacrificandone la vita in nome del “fascismo” e della più grande Italia. Una Italia che oggi, benché ladrona, stipendia di buon grado anche i Senatori come Paolo Franco.

 

Piero Puschiavo

postato da: PieroPuschiavo alle ore 18:27 | link | commenti (1)
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VERSO UN VELOCE DECLINO

Alla stampa sessantottina radical-chic di “buona coscienza” Progressista non è rimasto altro che “cercare di capire” il fenomeno che spinge la gioventù a riconoscersi nei movimenti che hanno caratterizzato il ‘900, uno in particolare.

A prescindere dal collettivo generale dell’opinione pubblica circa la storia, lo spettro del mostro assetato di odio, lo si continua ad alimentare. Oramai non esistono freni; anche se l’odio alberga negli articolisti o meglio, nella società moderna tutta. È un male intrinseco che mostra due facciate: un’estetica eccessivamente lassista e buonista e una interna, diabolica e calcolatrice. Così si stanno formando i mostri delle nuove generazioni, vittime inconsapevoli del deserto che avanza.
Da qui, un litigio con un malcapitato per futili motivi, uno dei tanti che si registrano quotidianamente, diventa fenomeno di studio, solo se ovviamente gli si trova, forzatamente e a qualunque costo, un riferimento ad una particolare simbologia che permetta tutti i ragionamenti, gli accostamenti, le analogie, i deliri funzionali ai propri inconfessati disegni, che vanno ovviamente oltre l’episodio oggettivo, che va aggiustato, sfruttato, parassitato, ma che con esso non hanno nulla a che vedere, anzi, in fondo, probabilmente nemmeno interessa. Staremo a vedere, passata l’onda emotiva, chi ricorderà responsabilmente, sinceramente, genuinamente la disgrazia e chi invece, la rispolvererà a comando in determinati frangenti dell’agone politico come strumento (ipocrita e vigliacco) per attaccare l’avversario politico di turno. Il prodotto che la “società civile” sta partorendo in forma sempre più frequente, è proprio questo. Il sensazionalismo con cui scaricare su altri il fallimento generale ed il malessere diffuso. E puntualmente ci si casca sempre.
Un posticcio spirito “libertario” alberga ormai nel dna della maggior parte dei cosiddetti educatori, senza escludere gli insegnanti di scuola, materna ed elementare, privi essi stessi di una drittura e di quella necessaria autorevolezza che il ruolo richiederebbe; ruolo a cui si è abdicato da tempo per mettersi “al passo con lo spirito del tempo”, per trasformarsi in amici, confidenti, compagni di giochi…“formando” menti malate in corpi malsani; un allevamento di cervelli alienati nutriti sinteticamente.
Questo in generale l’effetto “rivoluzionario” che ha prodotto il ’68 "rosso" e di cui noi siamo figli, troppo spesso legittimi, con la convinzione, per qualcuno, di essere ribelle di fronte ad un Sistema che spinge invece alla ribellione a proprio uso e consumo.
Siamo nati in cattività, come i leoni del circo, che se liberati nel loro habitat naturale morirebbero di stenti incapaci di rispondere alle più elementari e naturali leggi della vita.
Questo è il declino che stiamo percorrendo ad alta velocità. Sicuramente non la velocità di Tommaso Marinetti, l’artefice del “Futurismo”, che la velocità la viveva lucidamente, gli scorreva nelle vene, l’aveva nel sangue, né dopato né drogato.
Una velocità che fluiva rapida con  il suo tempo, fulminea nelle intuizioni e nelle scelte. Mai inseguire. Mai fermarsi. Correre sempre in testa per non avere nessuno davanti.
Sembra lo slogan di un film creato a computer, ma in realtà è il nocciolo della vita per chi non accetta supinamente la conformità e la passività.
Una vita che non lascia spazio alla noia, ma genera interesse e fascinazione per i temerari.
La “società moderna” ha cancellato la fantasia, ha tolto l’inventiva producendo solo innovativi sistemi di controllo sociale.
La sclerotizzazione è il germe che va combattuto, quando per qualcuno l’“etichetta” significa sostanza, quando l’apparire viene confuso con l’essere, quando il dire viaggia disgiunto dal fare.
Allora si afferma la contraffazione di un marchio che un tempo rappresentava originalità.
Il nostro tessuto sociale abbisogna di soggetti nuovi, intraprendenti e spavaldi, menti fresche, intuitive, imprevedibili, che sviluppino nuovi schemi politici e sociali scansando i soliti vecchi, viscidi e furbi agitatori.
Perso il fascino della trincea, dove in poche ore si condivideva la vita, oggi ci si nasconde pensando di essere in guerra, fingendo di trovarsi al fronte, giustificando così la propria incapacità al confronto e allo scontro. Finché pullulano i ghetti non ci sono convivenza, condivisione e partecipazione, autentiche, ma di pura facciata, e non ci sarà speranza di ridare valore all’avanguardia. La comunità è scomparsa da tempo dando vita ai più impensabili “clan” presuntuosi di essere unici testimoni di una Tradizione che, nonostante la si voglia plasmare a proprio uso e consumo, è ben distante dalle sue goffe interpretazioni odierne.
Si può sempre rimanere alla finestra, in attesa di un messia che conduca alla terra promessa. Si continuerà a vivere per morire...
 
ACCIDERE EX SCINTILLA INCENDIA PASSIM.
“A volte da una sola scintilla scoppia un incendio”
(Lucrezio)
INSURGO UT PATRIA RESURGAT! 
(Motto degli Arditi)
postato da: PieroPuschiavo alle ore 12:36 | link | commenti
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ADDEBITO DIRETTO DELLA BOLLETTA: REVOCARE I RID!

La privatizzazione dei servizi ci ha portato l’avvento di un germe difficile da individuare e spietatamente crudele. Le azioni delle società che gestiscono i maggiori servizi, dalle comunicazioni all’energia, ecc. sono in mano a delle multinazionali che manco sanno dov’è l’Italia se non fosse per questioni turistiche.

Nessuno può più nemmeno protestare dal momento che queste multinazionali hanno chiuso i loro uffici territoriali. Non esiste più un interlocutore, un referente con cui parlare direttamente. In sostituzione sono stati introdotti dei numeri verdi che rispondono con sequele registrate. Per parlare con un operatore a volte passano parecchi minuti e quando si ha la fortuna di sentire una voce “umana” questo anticipa la conversazione specificando che il suo compito non ha responsabilità specifiche.

Insomma sono spariti dalla circolazione, tutti insieme (Telecom, Enel, ecc.) una decina di anni fa, in previsione che nell’immediato futuro sarebbero stati assaliti da utenti scontenti nonché inferociti per l’introduzione di tariffe sempre più alte e di bollette sempre più salate soprattutto con l’inserimento della voce: anticipo sui consumi. Cosa questa del tutto anomala visto che in media qualsiasi azienda fattura mediamente sui 30/60/90 gg.

Se consultiamo il sito ufficiale dell’Enel si desume che solo per il 30% circa è rimasto in mano allo Stato Italiano, mentre per quasi il 50% è in mano a "investitori istituzionali" britannici e statunitensi.

Gli investitori istituzionali rappresentano un pubblico autorevole: investono a medio-lungo termine, provengono da tutte le parti del mondo e costituiscono una presenza qualificante, professionale e stabilizzante nel capitale. Se si esamina la composizione di questa fetta di azionariato, si rileva che solo il 22,5% è nelle mani di investitori istituzionali italiani, mentre il 25,6% appartiene a investitori istituzionali britannici e un ulteriore 22,6% a investitori istituzionali statunitensi. Quindi, il grande capitale diffuso anglosassone, considerato il più professionalmente gestito, è ormai presente nella proprietà di Enel con quote di rilievo. Fra gli investitori istituzionali vanno contati anche quei fondi specializzati nell’investire in società riconosciute come sostenibili e socialmente responsabili. Nell’azionariato di Enel questi particolari fondi, a fine 2006, erano 47 e detenevano oltre 342 milioni di azioni Enel. Il loro totale rappresenta il 16,8% dell’insieme delle azioni detenute dai fondi d’investimento.

L'Enel possiede ancora una miriade di grandi centrali idroelettriche (giusto per fare un esempio), costruite in gran parte negli anni '50 con forti investimenti "locali", al prezzo di modifiche ambientali e costi umani non indifferenti. In gran parte sono poi passate all'Enel con la nazionalizzazione e producono la gran parte dell'energia rinnovabile. Queste centrali hanno costi di gestione irrisori rispetto ai profitti che producono (dell'ordine di qualche miliardo di euro l'anno).

In soldoni, la pioggia che cade sulle nostre teste produce gratuitamente enormi profitti che finiscono direttamente nelle tasche di investitori istituzionali britannici, mentre i cittadini si devono “accontentare” degli aumenti in bolletta.

Moltissime persone, purtroppo, hanno scelto l'addebito diretto della bolletta in conto corrente, e questo permette di ricavare anticipatamente fortissime somme di denaro. Tutto gratuito e senza bisogno di fidi bancari, anzi, l’addebito in conto comporta pure un interesse.

Vista l’impossibilità di essere rapinati legalmente invitiamo gli utenti, quantomeno, a revocare i RID!

 

 

Piero Puschiavo

 

postato da: PieroPuschiavo alle ore 12:25 | link | commenti (2)
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AI ROM ANCHE IL TEST DNA

In merito all’isterismo che si sta venendo a creare intorno alla proposta del Ministro dell’Interno Maroni di raccogliere le impronte digitali anche ai bambini Rom, polemiche provenienti da svariate posizioni del mondo politico e religioso, la Fiamma Tricolore, non solo approva e sostiene le posizioni del ministro, ma aggiunge altresì che, oltre a questa “prevenzione”, sarebbe necessario obbligare a genitori e figli Rom anche il test del DNA.

Oltre il 30% dei bambini nei campi nomadi rimane “sconosciuto”, in quanto moltissime sono le segnalazioni di scomparsa  di bambini in tutta Europa.

Non c’è da rimanere stupiti quando si afferma che alcuni nomadi sono anche “ladri di bambini”; pertanto questa proposta dovrebbe essere immediatamente adottata per fornire ulteriore chiarezza circa la reale e legittima provenienza di questi bambini, in modo da avere una reale schedatura ed un preciso censimento.

Piero Puschiavo
postato da: PieroPuschiavo alle ore 12:23 | link | commenti
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mercoledì, 02 luglio 2008

Borghezio e Puschiavo contro il mondialismo

L'Arena
IL GIORNALE DI VERONA
Martedì 01 Luglio 2008 cronaca Pagina 15

PADANIA CRISTIANA. Presentato il libro «Alta finanza e miseria»


Borghezio e Puschiavo contro il mondialismo

Per la riappropriazione della moneta da parte dello Stato sovrano. Contro la globalizzazione. Per uno smarcamento netto della nazione dall’Europa delle banche e dallo strapotere delle lobby. Questi alcuni degli argomenti trattati nel volume «Alta finanza e miseria. L’usurocrazia mondiale sulla pelle dei popoli», scritto dall’economista romagnolo Savino Frigiola, presentato da Padania Cristiana ieri al Liston 12 alla presenza dell’europarlamentare torinese Mario Borghezio.
«Uno strumento fondamentale per comprendere, un libro che ogni cittadino dovrebbe leggere e per questo comprerò io stesso numerose copie e le regalerò alle scuole superiori della mia città», ha spiegato Borghezio. «Si tratta di un tema molto attuale. Quello che sta accadendo, dal caro petrolio al fatto che i cittadini non arrivano alla fine del mese, è l’esplosione di quel mondialismo contro cui ci battiamo da anni». Al tavolo dei relatori, oltre all’autore, anche Piero Puschiavo di Fiamma Tricolore. E proprio sulla presenza del politico, «spesso in mezzo alle polem iche solo per avere i capelli troppo corti», Borghezio ha commentato: «È incredibile che faccia più notizia il fatto che siamo tutti e due qui presenti, che un libro di tale rilevanza. Ma non mi interessa. A me piacciono quelli con i capelli corti. Mi piacce chi condivide le nostre opinioni su moneta e globalizzazione». «La soluzione definitiva è senz’altro l’uscita dall’euro e il ritorno alla lira», ha prospettato Matteo Castagna, responsabile federale di Padania Cristiana nonché autore della postfazione del libro, la cui presentazione secondo gli organizzatori si è svolta «con il patrocinio del Comune di Verona», che però da Palazzo Barbieri smentiscono.
Tra i relatori anche don Floriano Abrahamowicz, mentre moderatore dell’incontro è stato Alberto Lomastro, portavoce di Padania Cristiana. Ad attendere Borghezio fuori dal Liston 12, un sit-in di protesta che ha affrontato l’europarlamentare con slogan, invitandolo a tornare a casa. Nonostante i contestatori non fossero che una decina, fermi all’altezza delle panchine dei giardini della Bra, per salire sull’auto istituzionale il politico, annodatosi come ha lui stesso sottolineato «il fazzoletto da combattimento» verde intorno al collo, ha atteso l’arrivo di due gazzelle dei carabinieri che lo hanno scor tato dal Liston fino ai gradini di Palazzo Barbieri, dove è entrato a salutare Tosi.I.N

postato da: PieroPuschiavo alle ore 07:29 | link | commenti (1)
categorie: rassegna stampa